sabato 23 luglio 2016

A tutte le famiglie auguriamo una serena estate! Ci rivediamo il 5 settembre!

Ricerca. Per chi va al nido piu' opportunita' nello studio

A parita' di capitale culturale, chi va al nido ha una maggiore propensione a terminare il percorso scolastico, arrivando al diploma e proseguendo anche con l'universita'.
E' quanto emerge una ricerca condotta da Valerio Belotti, docente di Politiche per l'infanzia e l'adolescenza dell'Universita' di Padova, per capire quali sono le ragioni che portano i genitori a scegliere un percorso di cura ed educativo per i loro figli di tipo familiare, parentale o formale, il nido appunto, e quali siano stati gli eventuali effetti di lungo periodo sui risultati scolastici e lavorativi dei figli. La ricerca, contenuta nel libro "I bambini tra cittadinanza e investimento. Partecipazione al nido d'infanzia ed effetti di lungo periodo" e pubblicato da Cleup, si e' svolta in una realta' locale specifica, quella di Bassano del Grappa nel vicentino, "dove c'e' un'amministrazione sensibile", e ha coinvolto 400 ragazzi nati tra il 1989 e il 1994. "I risultati dell'indagine sono stupefacenti- ha spiegato Belotti- I figli di genitori non diplomati che hanno frequentato il nido hanno altissime probabilita' di arrivare al diploma e iscriversi all'universita'. Cio' significa che andare al nido conta perche' costruisce quel nucleo di competenze e conoscenze che permettono di avere un riscontro positivo a scuola". Altro risultato riguarda i Neet, i giovani tra 15 e 29 anni che non sono impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione, "dalla ricerca risulta che i giovani bassanesi che sono stati al nido d'infanzia hanno maggiori competenze per contrastare l'attrazione nell'area dei Neet".
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mercoledì 20 luglio 2016

Sanzioni ai medici che sconsigliano i vaccini

La Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo): “Si può arrivare alla radiazione”. Fra le proposte quella di vietare il nido ai bambini non vaccinati
I medici che sconsigliano i vaccini infrangono il codice deontologico, e vanno incontro a procedimenti disciplinari che possono arrivare alla radiazione. Lo ha affermato la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) presentando il Documento sui vaccini, approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale lo scorso 8 luglio, e presentato oggi a Roma. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte - ha spiegato il segretario Luigi Conte -, sono già in corso e sono stati fatti procedimenti disciplinari per medici che sconsigliano i vaccini. Si può arrivare anche alla radiazione».
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Il cognome della madre, l’uguaglianza tabù in Italia

La parità fra l’uomo e la donna nelle relazioni familiari è il cardine attorno a cui ruota la riforma del diritto di famiglia approvata nel lontano 1975. La parità è oggi solennemente affermata nell’art. 143 del codice civile: «Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri».
Un corollario dell’uguaglianza è il principio per cui i componenti della famiglia «concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi». Quanta strada abbiamo fatto da quando il codice civile del 1942 affermava «Il marito è il capo della famiglia; la moglie segue la condizione civile di lui, ne assume il cognome ed è obbligata ad accompagnarlo dovunque egli crede opportuno fissare la propria dimora». Nel frattempo è stata approvata la Costituzione, che sancisce l’uguaglianza fra i coniugi all’art. 29, e l’Italia ha ratificato la Convenzione europea sui Diritti dell’Uomo firmata a Roma nel 1950 che, all’art. 14, prevede il principio di non discriminazione.
Ma il percorso non è ancora compiuto. Non possiamo dimenticare che abbiamo subito una brutta condanna da parte della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, istituita proprio dalla Convenzione di Roma. La Corte ha affermato che viola il principio di non discriminazione il fatto che la nostra legge non consenta ai genitori di attribuire al figlio il cognome della madre in luogo di quello del padre. Siamo stati condannati per aver violato una norma fondamentale di una Convenzione di cui siamo stati promotori. Come è potuto succedere?
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martedì 19 luglio 2016

Troppi bambini poveri in Italia

In Italia nel 2015 il rischio di povertà è aumentato soprattutto per le coppie con due figli. Sono poveri circa un milione di bambini. Rimane invece sostanzialmente stabile la quota degli anziani. Il fenomeno riguarda tutta l’area euro. Cambio di rotta nelle politiche con il reddito di inclusione.
I dati sulla povertà in Italia nel 2015, diffusi pochi giorni fa dall’Istat, sono una buona occasione per fare il punto sulla dinamica recente del fenomeno e sulle novità relative alle politiche di contrasto.
In primo luogo è interessante notare come da alcuni anni il riferimento al concetto di povertà assoluta (non riuscire a consumare un paniere di beni e servizi ritenuto indispensabile per vivere in modo decente) sia diventato più frequente, nel dibattito, rispetto a quello di povertà relativa (avere reddito o consumo significativamente inferiori ai valori medi o mediani della popolazione). Quando ci si chiede quanti sono i poveri in Italia, ormai molti cercano la risposta tra i numeri dei poveri assoluti, non di quelli relativi.
È un cambiamento significativo perché in Europa si è tradizionalmente usato il concetto di povertà relativa, mentre gli Stati Uniti preferiscono il criterio assoluto.
La nuova prospettiva è dovuta sia al recente peggioramento delle condizioni materiali di vita della parte più fragile della popolazione, a causa della recessione iniziata nel 2008, sia al fatto che la misura della povertà relativa varia poco quando cambia il reddito medio: se quest’ultimo diminuisce per tutte o quasi le famiglie, allora anche la linea di povertà relativa cala, e la percentuale di poveri potrebbe non aumentare molto anche durante una forte crisi.
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sabato 16 luglio 2016

La lingua che arriva a figlio e' quella del cuore

"Il bilinguismo non crea confusione, ma ha senso laddove i genitori siano madrelingua perche' la lingua che arriva al figlio e' sempre quella del cuore". Rassicura ogni dubbio Chiara Filippetti, psicoterapeuta responsabile del servizio Scuola dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma, che alla sua bambina parla in italiano, vivendo in Italia. Il padre e' invece americano e con la figlia ha sempre comunicato in inglese.
"Le parlo in italiano perche' e' la mia lingua- continua la mamma- il richiamo affettivo e' importante. La lingua e' anche tono della voce e trasporto emotivo. Per questo motivo posso confermare che il bilinguismo non crea confusione se ogni genitore comunica con il figlio utilizzando la propria lingua madre, con la quale egli non trasmettera' solo parole ma tutte le emozioni che aiuteranno il bambino ad apprendere su un piano diverso".
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Bilinguismo e ritardi linguaggio, c'e' limite d'eta'

Generalmente si dice che un bambino che cresce con due lingue diverse potrebbe iniziare a parlare piu' tardi o a fare confusione tra i due codici linguistici a cui e' esposto. Questa situazione e' "normale in quanto al bambino e' richiesto un duplice apprendimento che presuppone un'elaborazione piu' complessa delle informazioni verbali che percepisce dall'ambiente esterno.
Nei casi in cui questa difficolta' iniziale si prolunghi nel tempo e causi al bambino un ritardo nella normale evoluzione linguistica e comunicativa, sarebbe auspicabile utilizzare solo la lingua del paese in cui vive per permettere al bambino di avere una padronanza lessicale-semantica e morfo-sintattica piu' appropriata e solo successivamente passare al secondo codice linguistico". Ne e' convinta Silvia Santurro, logopedista dell'Istituto di Ortofonologia (IdO) e mamma di due bambini italo-camerunensi.
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martedì 5 luglio 2016

L' ALFABETO in filastrocca

I bambini dell'ultimo anno della Scuola dell'Infanzia hanno realizzato 
l'Alfabeto in filastrocca:


giovedì 23 giugno 2016

SAGGIO COREOGRAFICO "OLTRE LE NUVOLE"

Scuola dell'Infanzia l'Arcobaleno
sezioni 3,4,5 anni

Ispirato al progetto di Educazione Astronomica....
...il Saggio Coreografico "Oltre le nuvole":

Un viaggio immaginario nello Spazio e scoprire uno scenario fantastico fatto di curiosi "oggetti", pianeti, stelle, comete, asteroidi, galassie

Sabato 21 maggio 2016, palazzetto Stella Azzurra - Roma

 La canzone iniziale "Messer Galileo" (Zecchino d'oro)


Ouverture...
 


"Con la testa tra le nuvole"

Il Big Bang ...


"Raggi di Sole"




"Girano girano i pianeti"




"Luminose stelle brillano"


       

"Attenti agli asteroidi"
   


"Sfrecciano le comete!"


"Voglio fare l'astronauta"



"Il sogno di Biancaluna"


 "La galassia Andromeda"



"Extraterrestri in movimento!"




"J see you"




Un Saggio emozionante...
...dedicato alla nostra Stella Claudia che ci segue da lassù


Al prossimo anno!